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Frutto della lettura di “Pensare per immagini”, libro della dr. Temple Grandin, autistica.

Racconto della vita dell'autrice e descrizione dell'autismo in tutte le sue implicazioni; estremamente istruttivo riguardo al significato di malattia e cura, oltre che nello specifico della sindrome.

Nella lettura, ci si può scoprire con alcuni tratti autistici, anche solo un po' accennati: "siamo un po' tutti disabili", tutti diversi.

Da operatore del benessere suggerisce interessanti parallelismi con il modo di intendere la Persona e lo star bene propri dello Shiatsu.

  • Il Tocco permette di entrare in relazione profonda, nel rilassamento e nella tranquillità.

    Per avere sensazioni di delicatezza, è necessario sperimentare un delicato benessere fisico. Quando il mio sistema nervoso imparò a tollerare la rilassante pressione della mia macchina stringitrice, scoprii che questa sensazione di benessere mi rendeva una persona più gentile e tenera. Era difficile per me capire il concetto di delicatezza prima di essere io stessa placata. Fu soltanto quando iniziai a utilizzare il niovo modello di stringitrice che imparai a fare delicatamente le coccole al mio gatto. Prima scappava da me, perché lo tenevo troppo stretto. <...> Dopo aver sperimentato la sensazione confortante di essere abbracciata, riuscii a trasferire quella sensazione positiva al gatto.

    <...>

    Per entrare in relazione con un animale è necessario toccarlo. Ricordo ancora molto bene un’esperienza che ebbi lavorando con del bestiame all’allevamento Arlington, in Arizona. Facevamo passare il bestiame in un passaggio di immobilizzazione per le vaccinazioni; io azionavo il passaggio e somministravo le vaccinazioni. Quando facevo l’iniezione, prima mettevo sempre una mano sui dorso dell’animale e questo mi rilassava. Questa tranquillità sembrava essere reciproca, perché quando io ero calma rimaneva calmo anche l’animale. Penso che lo sentissero e ogni bestia entrava tranquillamente nel passaggio. Mentalmente, dicevo all’animale di rilassarsi, così da non rischiare, agitandosi, di battere contro lo strumento di contenzione per il capo. Tutto filò liscio e tranquillo fino a quando non si ruppe un fianco del passaggio, che cadde di lato rovesciando un secchio. Questo riempì di tensione sia me che le bestie per il resto del pomeriggio. L’incantesimo si era spezzato.

  • La malattia non è la Persona.

    Nella diagnosi e nella cura di una malattia così come nel sostegno, ogni Persona è unica.

    Pare che, a un’estremità dello spettro, l’autismo sia principalmente un disturbo cognitivo e, all’altra estremità, sia principalmente un disturbo di elaborazione sensoriale. All’estremità corrispondente alla grave compromissione dell’elaborazione sensoriale si collocano molti bambini che potrebbero avere una diagnosi di disturbo disintegrativo(1). In posizione centrale, lungo questo continuum, i sintomi autistici sembrano essere dovuti a gradi equivalenti di difficoltà sensoriali e cognitive. In ogni punto del continuum ci possono essere casi più e meno gravi. Sia la gravità che il rapporto tra le componenti cognitiva e sensoriale sono variabili e ogni caso di autismo è diverso. Quando una persona con autismo mostra dei miglioramenti dovuti a intervento educativo o medico, la gravità del problema cognitivo o sensoriale può diminuire, ma il rapporto tra i due sembra rimanere inalterato. Ciò che rimane inspiegabile, tuttavia, sono gli schemi di pensiero estremamente rigidi e la mancanza di emozioni che si riscontrano in molte persone autistiche con alto funzionamento. Uno degli aspetti più misteriosi dell’autismo è che è quasi impossibile prevedere quale bambino autistico avrà un alto funzionamento(2). La gravità dei sintomi rilevabili all’età di due o tre anni spesso non è collegata alla prognosi.

    <...>

    In un articolo di Oliver Sacks pubblicato da «The New Yorker, sono state citate queste mie parole: «Se potessi schioccare le dita e non essere autistica, non lo farei. L'autismo è parte di ciò che sono» (Sacks, 1994). Diversamente, Donna Williams(3) afferma: «L'autismo non è me. L'autismo è solo un problema di elaborazione delle informazioni che governa quello che sono». Chi ha ragione? Io credo entrambe, perche ci troviamo in punti diversi dello spettro dell'autismo. Io non vorrei perdere la mia capacità di pensare visivamente. Ho trovato il mio posto nel grande continuum.

    Note

    1. Individua una marcata regressione in diverse aree del funzionamento dopo un periodo di almeno 2 anni di sviluppo apparentemente normale. Lo sviluppo apparentemente normale è rispecchiato da una comunicazione verbale e non verbale, relazioni sociali, gioco e comportamento adattivo adeguati all’età.

    2. Presentano familiarità per disturbi depressivi ma non disturbi neurologici, accanto ad un quoziente intellettivo normale e ad un linguaggio conservato.

    3. Donna Williams

  • La pressione e il tocco avvolgenti permettono di superare la paura di essere toccati ...

    La pressione e il tocco avvolgenti, “espansi” - come il tocco dello Shiatsu - permettono di superare la paura di essere toccati, vanno oltre le situazione neurologica acquisite, le reazioni.

    L’applicazione di pressione fisica ha effetti simili sia sugli animali che sugli uomini. La pressione riduce la sensibilità al contatto. Per esempio, una lieve pressione sui fianchi di un porcellino può farlo addormentare e chi addestra cavalli sa che il massaggio serve a rilassarli. Le reazioni di un bambino autistico e di un cavallo spaventato e volubile sono simili. Entrambi si imbizzarriscono e sferrano calci a qualunque cosa che li tocchi. I cavalli selvaggi possono essere desensibilizzati e tranquillizzati attraverso la pressione. Di recente ho assistito a una dimostrazione di uno strumento che esercita pressione, utilizzato per domare i cavalli. L’esemplare preso per la dimostrazione era stato venduto dal precedente proprietario, un allevatore, perché era impossibile da cavalcare e, se qualcuno gli si avvicinava, indie treggiava e scalciava. L’effetto di questo strumento di pressione sul suo sistema nervoso fu simile a quello della stringitrice su di me. La pressione aiutò questo cavallo spaventato a superare la forte paura di essere toccato.

    Lo strumento era stato ideato e realizzato da Robert Richardson, di Prescott, Arizona, e utilizzava della sabbia per immobilizzare il cavallo delicatamente e applicare la pressione. Il cavallo selvaggio fu fatto entrare in una posta stretta, simile a un carrello per il trasporto, con due cavalli tranquilli nelle poste adiacenti perché gli tenessero compagnia; i cavalli selvaggi, infatti, sono presi dal panico se si trovano da soli. La testa del cavallo sporgeva da un’apertura imbottita sul davanti della posta, mentre un cancello posteriore a spinta gli impediva di indietreggiare e tirarla dentro. Da un serbatoio collocato in alto veniva fatta scendere, attraverso una tramoggia, della sabbia che scorreva lungo le pareti della posta e la riempiva lentamente, così che il cavallo venisse gradualmente coperto fino alla groppa.
    L’applicazione lenta di pressione è la più calmante. Quando la sabbia arrivò alla pancia del cavallo, questo sobbalzò leggermente, ma poi parve rilassarsi. Raramente spinse le orecchie all’indietro — un movimento che indica paura o aggressività — e non cercò mai di mordere. Era vigile e curioso verso quanto lo circondava, e si com portava come un normale cavallo in una posta, anche se il suo corpo era completamente ricoperto di sabbia. Poteva muovere liberamente la testa e alla fine si lasciò toccare il muso e strofinare le orecchie e la bocca. Il contatto che era prima insopportabile era ora tollerato.

  • Empatia: qualcosa di molto concreto.

    Qualcosa di molto concreto, quasi materiale, a cui non diamo peso perché sperimentata quotidianamente nella nostra vita: percezione, ritmo, stare insieme.

    Negli ultimi due anni ho acquisito maggiore consapevolezza di quella specie di energia elettrica che passa tra le persone e che è molto più sottile della rabbia, della gioia o della paura esplicite. Ho osservato che quando un gruppo di persone si trovano insieme e stanno bene, i loro discorsi e le risate seguono un ritmo. Ridono tutte insieme e poi parlano tranquillamente fino al ciclo successivo di risate. Ho sempre avuto difficoltà a inserirmi in questo ritmo e solitamente interrompo le conversazioni senza rendermi conto dell’errore che sto facendo. Il problema è che non riesco a seguire il ritmo. Vent’anni fa, un medico di Boston rilevò che i bambini con autismo e altri disturbi dello sviluppo non riuscivano a muoversi in sincronia con le parole degli adulti (Condon, 1981). I bambini normodotati, invece, si adeguano al discorso degli adulti ed entrano in sincronia con esso.

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